Invecchiare con un cervello allenato

Invecchiare con un cervello allenato

L’invecchiamento non è più considerato solo una fase di perdita di capacità bensì un periodo di cambiamenti, alcuni dei quali positivi. La presa di coscienza che si sta invecchiando e che gli altri ci guardano con occhi diversi, non è scontata, anzi spesso è frutto di un periodo più o meno lungo di crisi, di sofferenza, se non addirittura di angoscia.

È necessario rielaborare un’immagine di noi che ci permetta di rapportarci con noi stessi, con gli altri e con l’ambiente che ci circonda.
Per aver voglia di lavorare per riadattare al mondo un organismo che si è modificato in senso peggiorativo bisogna aver conservato il gusto di vivere. L’età anziana non si identifica più solo con un riferimento anagrafico. La persona invecchiando è come se si imbarcasse sola, per un viaggio incerto, nel quale i timori possono di gran lunga superare i pericoli reali, ma anche le speranze potrebbero rivelarsi superiori alle reali opportunità. «È un viaggio nel quale non esistono più, nel bene e nel male, quei “consolanti” fari a illuminare, per quel che hanno potuto in precedenza, il percorso di vita»[…] «In vecchiaia, come sempre, è il soggetto che compone la propria vita, utilizzando il materiale che ha a disposizione. La vecchiaia bisogna proprio inventarsela, in gran parte, da soli» .

Sentirsi autonomi è un vissuto molto importante dal punto di vista psicologico. La perdita dell’autonomia è vissuta con grande difficoltà quando non si riesce a elaborare il lutto simbolico – e tanto meno la successiva riorganizzazione psichica e relazionale necessaria – di fronte al cambiamento di stili di vita dovuti alla compromissione del proprio stato di salute, così come, in alcuni casi, a fronte della drammatica perdita del coniuge. È questo un percorso interiore per cui occorre un tempo cronologico, una plasticità e, in alcuni casi, anche l’intervento di aiuti professionali.

E’ importante, allora, se il nostro anziano ha perso l’autonomia motoria, fare in modo che eserciti le proprie funzioni cognitive in modo da permettergli di avviare una serie di attività, di sentirsi una persona ancora capace, con il controllo delle proprie competenze, e di continuare ad esercitare queste funzioni che così non rischieranno di essere perdute precocemente.
Inoltre non dimentichiamo che anche per l’anziano accadono avvenimenti con ripercussioni forti sul suo equilibrio (lutti, problemi familiari, perdita di ruolo sociale). Si tratta di esperienze che hanno un forte impatto emotivo a qualunque età. Non dobbiamo leggere, quindi, le reazioni dell’anziano solo come riconducibili alla sua età…

Ma cosa sono le funzioni cognitive?

Sono quelle che ci permettono di percepire gli stimoli dell’ambiente, di rappresentarli in modo astratto, di riconoscerli, di comprenderli e di decidere quale comportamento sia meglio mettere in atto e di agire in modo appropriato, insomma ci consentono di relazionarci, di organizzare e finalizzare il nostro comportamento. Sono, in sostanza, strumenti che ci permettono di formare una mappa della realtà, in modo da potervi interagire. La pratica e l’esercizio di attività cognitive possono influire sul mantenimento della loro funzionalità.

Quali sono?

Le funzioni cognitive sono l’attenzione, la percezione, la capacità di conoscere come muoversi e il farlo in modo finalizzato, la memoria.
Le funzioni cognitive sono il risultato del lavoro di diverse aree del cervello.
Una delle funzioni che tende a risentire maggiormente del fattore età è la memoria; ciò viene vissuto come un’inevitabile perdita di efficienza e di svalutazione della propria persona. Un primo concetto importante è quello della compensazione, cioè il ritenere che il declino delle capacità cognitive che si osserva durante l’invecchiamento – e che ha cause biologiche – possa essere modificato dalle abitudini e dallo stile di vita della persona.
L’insieme delle abilità acquisite e delle capacità a rispondere con efficienza a problemi concreti e specifici prende il nome di expertise; questa sembra non essere influenzata dallo scorrere del tempo e costituisce un’importante risorsa per l’anziano, che può ricorrervi per compensare eventuali deficit.


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